È reato il disturbo causato dal rumore del condizionatore

I condizionatori d’aria sono sempre più necessari ma non sempre si fa attenzione alla loro rumorosità, che può cagionare controversie giuridiche. Così la Cassazione ha confermato la condanna penale di un albergatore che aveva installato un condizionatore troppo rumoroso.

La tutela del cittadino dall’aggressione da rumore trova il suo fondamento nell’articolo 844 del Codice civile, che vieta al proprietario del fondo di emettere , nei riguardi del vicino, rumori che superino «la normale tollerabilità» la quale deve essere determinata «avuto riguardo alla condizione dei luoghi». Il giudice deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà» e «può tenere conto di un determinato uso».

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Denuncia per rumori molesti

rumori molesti dei vicini di casa, specie se notturni e provenienti da locali di intrattenimento, sono un costante problema per tantissime persone. È bene sapere che tenere la musica ad alto volume per tutta la notte, può integrare addirittura il reato di disturbo delle occupazioni e del riposo. Stabilisce infatti il codice penale che chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, o ancora suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda sino a 309 euro.

La norma prevede quindi due ipotesi diverse a seconda della fonte del rumore:

  1. nella generalità dei casi per far scattare il reato è necessario che i rumori superino la normale tollerabilità ed investano un numero indeterminato di persone, disturbando le loro occupazioni o il riposo;
  2. invece, quando il rumore provenga dall’esercizio di una professione o di un mestiere rumorosi (come quella che svolge all’interno di un pub e/o di un ristorante con musica dal vivo), si presume la turbativa della pubblica tranquillità e l’intollerabilità del rumore.

Mentre la prima ipotesi è, dunque, volta a tutelare il riposo e la tranquillità del vicinato e richiede l’accertamento concreto del disturbo arrecato, nella seconda invece, si prescinde dalla verificazione della misura del disturbo, integrando un’ipotesi di presunzione legale di rumorosità, al di là dei limiti tempro-spaziali e/o delle modalità di esercizio imposto dalla legge, dai regolamenti o da altri provvedimenti adottati dalle competenti autorità.

La Corte di Cassazione ha detto che, quando i rumori provengono da un locale notturno (si pensi una discoteca o un cabaret) il reato scatta solo se i rumori siano in grado di disturbare un numero indeterminato di persone, così da soddisfare il requisito della turbativa della pubblica tranquillità. Se tale prova non viene raggiunta in giudizio, il titolare del locale in cui si è svolto lo spettacolo musicale va assolto.

Questo non significa, però, che non ci sia responsabilità civile. Come ricordato, se i suoni o rumori sono intollerabili, si potrà comunque chiedere al giudice il risarcimento del danno e la cessazione della molestia.

Fonte: https://www.laleggepertutti.it/229542_denunciare-per-molestie#Denuncia_per_rumori_molesti

Cosa è la classificazione acustica degli edifici?

A luglio 2010 è stata emanata la norma tecnica UNI 11367. Questo documento definisce una procedura per classificare acusticamente le unità immobiliari sulla base di misure fonometriche eseguite a fine lavori. Ogni appartamento viene caratterizzato con 5 classi acustiche, una per ogni tipologia di rumore (rumori aerei, calpestio, isolamento di facciata, rumori da impianti a funzionamento continuo e discontinuo). Dalle 5 classi è possibile ricavare un’unica classe acustica globale.

Lo studio si occupa del collaudo acustico degli edifici, della classificazione acustica e di misure di acustica ambientale.

Per info scrivere a: g.lopes@tiscali.it